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Per poter esportare animali vivi e prodotti da loro ottenuti, alimenti e mangimi, i produttori italiani devono fornire adeguate garanzie igienico-sanitarie alle autorità dei Paesi importatori.

Tali garanzie sono stabilite dal Paese importatore sulla base delle proprie normative sanitarie nazionali e dovrebbero rispettare le regole internazionali fissate dagli Standards Setting Bodies (OIE e FAO).

La definizione delle garanzie sanitarie da rispettare avviene quasi sempre al termine di una negoziazione tra le parti (Autorità veterinarie/sanitarie del Paese importatore e Autorità veterinarie/sanitarie del Paese esportatore). Si tratta nella maggior parte dei casi di negoziazioni dal taglio tecnico che vengono stipulate al fine di garantire l’ implementazione dei requisiti veterinari e sanitari lungo l’intera catena produttiva dalle materie prime ai prodotti finali e che vengono redatte in forma di certificati sanitari. In alcuni casi, il certificato è imposto dal Paese importatore.

Le certificazioni possono essere sottoscritte solo dal veterinario ufficiale dell’ Azienda sanitaria locale competente per territorio che deve procedere nel rispetto del Decreto del Ministero della sanità 19 giugno 2000 n. 303.

In alcuni casi, vedi Federazione russa, i Paesi terzi richiedono speciali garanzie in materia di sicurezza delle certificazioni imponendo l’obbligo dell’utilizzo della carta di sicurezza (es. carta in filigrana prodotta dal Poligrafico dello Stato).
Per alcuni Paesi terzi e relativamente a specifiche tipologie di prodotto, i modelli di certificato sanitario sono concordati fra il Paese terzo interessato e la Commissione Europea.

L’accesso ai mercati islamici è facilitato dalla certificazione halal che può essere rilasciata da Halal Italia. Il 30 giugno 2010 il Ministero della salute, con il Ministero degli affari esteri, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha, infatti, sottoscritto la Convenzione interministeriale a sostegno dell'iniziativa Halal Italia, con l'obiettivo di promuovere la certificazione volontaria di qualità per le aziende italiane, che attesta la conformità alle prescrizioni religiose islamiche per i prodotti agro-alimentari, cosmetici e farmaceutici sotto il controllo del Comitato etico di certificazione halal della COREIS Italiana  (Comunità Religiosa Islamica). La certificazione Halal Italia, che non sostituisce il previsto certificato sanitario, accompagna le carni che dall'Italia vanno all'estero.

Con alcuni Paesi terzi sono stati negoziati Accordi o Intese tecniche che nascono anche dalla volontà di cooperazione tecnico-scientifica in uno o più settori della sanità pubblica e della sanità animale al fine di prevenire il rischio connesso alla diffusione delle malattie infettive ed infestive degli animali (ivi comprese le zoonosi) e delle malattie derivanti dai prodotti di origine animale (tossinfezioni alimentari).

In questa sezione sono disponibili gli Accordi/Intese tecniche.

Modelli di certificati sanitari

Per esportare animali vivi e prodotti da loro ottenuti, alimenti e mangimi, i produttori italiani devono fornire adeguate garanzie igienico-sanitarie alle autorità dei Paesi importatori attraverso dei certificati sanitari che accompagnano le merci.

Per facilitare la ricerca i certificati sanitari sono stati raggruppati in diverse categorie:

 

Fonte dell'articolo: Ministero della salute