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Analisi Acque

Rapporto ISS COVID-19 Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella

Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico recettive, e altri edifici ad uso civile e industriale non utilizzati durante la pandemia COVID-19

Introduzione
Per effetto dei diversi provvedimenti normativi recanti misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (da ultimo il DPCM 26 aprile 2020) si è avuta una sospensione o una drastica riduzione nella frequenza e nella gestione di molti edifici o parti di essi, quali, tra l’altro, luoghi di lavoro, scuole, università, strutture per l'infanzia, istituti scolastici, alberghi ed edifici con alloggio, attività
di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, mense), centri sportivi e commerciali, strutture turistico-recettive, ricreative ed espositive
La chiusura di edifici o parti di essi, il loro uso limitato o l’adeguamento/costruzione di edifici per ospitare malati o contatti di casi in quarantena conseguente alla pandemia COVID-19, se non gestita in modo adeguato, può aumentare il rischio di crescita di Legionella negli impianti idrici e nei dispositivi associati.
Alcuni autori hanno evidenziato che il 20% dei pazienti COVID-19 avevano presumibilmente contratto una co-infezione da Legionella pneumophila avendo un titolo di anticorpi specifici IgM anti-Legionella positivo

(1). Questa guida, ispirata anche a un documento dell’ESCMID Study Group for Legionella Infections (ESGLI) preparato in occasione della pandemia di COVID-19

(2), ha lo scopo di fornire indicazioni ai responsabili di tutti gli impianti a rischio di trasmissione di Legionella di strutture turistico recettive, (rientranti nel codice ATECO 55) e altri edifici ad uso civile e industriale su come controllarne la proliferazione per evitare:
 il verificarsi di casi in ospiti e lavoratori di strutture turistico-recettive o di altri edifici alla riapertura degli impianti
 l’aggravamento dello stato di salute di pazienti già infettati da Sars-Cov-2 che potrebbero essere collocati in complessi adattati a strutture ospedaliere o per la quarantena. Le presenti indicazioni integrano le misure routinarie di prevenzione e controllo per contenere la proliferazione di Legionella negli impianti indicati nelle linee guida nazionali

(3) anche in adeguamento al DL.vo 81/2008

(4) che prevede l’obbligo, per il datore di lavoro, di valutare il rischio Legionella sia per i lavoratori che per qualsiasi altra persona che frequenti il luogo di lavoro.
Gli specifici obblighi in materia di prevenzione e controllo della legionellosi – si possono inquadrare nella più generale valutazione e gestione dell’acqua negli edifici in accordo con i dettami del DM 14 giugno 2017

(5) e secondo le linee guida OMS sulla sicurezza dell’acqua negli edifici

(6). Legionella è uno tra i patogeni più importanti trasmessi attraverso l’acqua, responsabile di una grave polmonite interstiziale denominata “malattia dei legionari”, generalmente nota come “legionellosi”, a notifica obbligatoria, e di una sindrome lieve simil-influenzale detta “Febbre di Pontiac”. All’interno delle strutture turistico ricettive (rientranti nel codice ATECO 55), la trasmissione della malattia all’uomo avviene attraverso inalazione di aerosol contaminato da Legionella, proveniente soprattutto da docce e rubinetti di impianti idrici, vasche idromassaggio1, fontane decorative, ecc. non adeguatamente manutenuti, aventi condizioni di temperatura, presenza di biofilm e calcare, che favoriscono la sopravvivenza e la crescita del batterio.

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Fonte: Istituto Superiore della Sanità

Controllo dell’acqua del condominio: gli obblighi dell’amministratore.

Il laboratorio Kemi Lab s.r.l. fornisce un servizio di analisi dell’acqua dell’intera rete condominiale. Il servizio prevede l’analisi dell’acqua prelevata in diversi punti della rete, da contatore al rubinetto e per valutarne le caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche. 

Il servizio è altamente personalizzabile e prevede l’analisi dei parametri previsti dal Dlgs 31/2001.

Quali sono gli obblighi dell’amministratore?

È obbligo dell’amministratore controllare adeguatezza e manutenzione dell’impianto idrico del condominio. In particolare il suo compito è quello di garantire che l’acqua fornita ai condomini sia conforme ai parametri previsti dalla legge (d.lgs 31/2001) dall’allacciamento all’acquedotto (contatore) fino al rubinetto di casa.

Quale tratto è di competenza dell’amministratore?

L’amministratore di condominio è responsabile del tratto di impianto idrico del condominio che va dal punto di consegna (contatore) sino al rubinetto.
Sarà invece compito del gestore idrico di verificare la salubrità dell’acqua sino al punto di consegna (contatore) tramite controlli periodici dell’acqua immessa nell’acquedotto.

Cosa può comportare una scorretta manutenzione dell’impianto?

L’usura dell’impianto e i materiali utilizzati per la realizzazione delle tubature potrebbero esporre i condomini a rischi per la salute degli utenti.
Per esempio, l’accumulo di calcare o la presenza di ristagni di acqua nelle tubature può portare alla diffusione di batteri come la legionella, causa di patologie anche gravi.
Le vecchie tubature inoltre possono corrodersi con il tempo rilasciando nell’acqua ioni Ferro o Rame, potenzialmente dannosi per la salute.

In quali sanzioni può incorrere l’amministratore?

I condomini possono segnalare problemi all’impianto idrico all’amministratore; qualora questo sia a conoscenza del cattivo stato dell’impianto (perdite, cattivi odori, etc.), sarà responsabile di prendere adeguati provvedimenti; in caso contrario può essere soggetto alle seguenti sanzioni (d.lgs n.31/2001):

  • da euro 10.329 a euro 61.974 per chi fornisca acqua che contenga microrganismi,parassiti o altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana (art. 19 comma 1);
  • da euro 5.164 a euro 30.987 quando i valori di parametri fissati dalla legge, rispettati nel punto di consegna, non siano mantenuti nel punto in cui l’acqua fuoriesce dal rubinetto (art. 19 comma 2).

Come verificare la qualità dell’acqua?

La qualità dell’acqua del condominio o la presenza di eventuali batteri patogeni si può valutare attraverso analisi di laboratorio in grado di valutare diversi parametri sia chimici che microbiologici. 
Normalmente sono sufficienti alcune analisi standard ma in zone a rischio di contaminazioni industriali o interessate da intense attività agricole potrebbe essere necessario effettuare controlli più approfonditi per verificare la presenza di sostanze nocive usualmente non presenti nell’acqua di rete.
Il laboratorio Kemi Lab s.r.l., effettua le analisi dell’acqua sia di condomini che di abitazioni private.
Il servizio offerto, oltre alle analisi di laboratorio, prevede il supporto dei nostri esperti per comprendere le cause di eventuali contaminazioni e per valutare gli interventi da effettuare per riportare l’acqua nelle condizioni ottimali.

 

Acque Potabili

 

  • Rischio biologico: Gli agenti biologici che possono contaminare le acque da destinare e destinate a consumo umano sono rappresentati da batteri, virus e parassiti. Gli agenti patogeni possono provenire da materiale fecale umano o animale a causa di un’inadeguata prevenzione della contaminazione delle risorse idriche o, in caso di inadeguate misure di controllo e disinfezione, anche dal sistema di distribuzione dell’acqua. 
  • Rischio chimico: Qualsiasi agente chimico che può compromettere la sicurezza dell’acqua o la sua idoneità al consumo può rappresentare un rischio per la salute umana. La presenza di inquinanti chimici in acque destinate a consumo umano - a differenza di quanto avviene per la contaminazione microbiologica - raramente esita in patologie di tipo acuto, associandosi invece, ad un potenziale rischio di malattie cronico-degenerative, in primo luogo patologie tumorali.
  • Agenti fisici: Il pericolo di natura fisica, più comune in una rete idrica, è costituito dalla presenza di materiale particellare e sedimenti nell’acqua. Questi possono derivare dal rilascio di materiale proveniente dai rivestimenti delle tubature o possono essere dovuti alla formazione di biofilm durante fasi di stagnazione, o alla presenza di elevate concentrazioni in acqua di ferro e manganese. I sedimenti in sospensione o risospesi possono a loro volta veicolare altre sostanze chimiche tossiche o agenti patogeni adesi. Fra i pericoli fisici sono spesso inclusi, anche se in maniera non propriamente corretta, quelli derivanti da danneggiamenti e rotture di infrastrutture, black-out dell’alimentazione elettrica, danni a sistemi informatici. Tali pericoli, comunque classificati, sono tenuti sotto controllo nell’ambito del sistema idrico, poiché determinanti per la qualità delle acque. 

Il nostro servizio analitico si rivolge:

  • ai Privati;
  • ad Aziende impegnate nel trattamento delle acque potabili;
  • ai Condomini di cui l’Amministratore è responsabile dell’igiene dell’acqua;
  • ai Comuni e ai consorzi;
  • ai Consulenti e ai professionisti; 

 NORMATIVA DI RIFERIMENTO

L’acqua deve essere conforme ad una serie di parametri microbiologici (Decreto legislativo 31/2001, parte A) e chimici (parte B), nonché parametri indicatori (parte C) non direttamente correlabili a rischi per la salute, ma indicatori di modifiche della qualità delle acque (Allegato I).

I parametri chimici individuati dal decreto includono tutti i parametri della Direttiva 98/83/CE, adottando gli stessi valori o, in taluni casi, criteri più stringenti, come nel caso del dei “trialometani” il cui valore di parametro di 100 microgrammi/litro è stato ridotto a 30 microgrammi/litro. Inoltre, per garantire un più elevato grado di tutela della salute, sono stati inseriti parametri stabiliti in base al principio della sussidiarietà, che tengono conto delle caratteristiche delle risorse idriche e dei sistemi idro-potabili del territorio nazionale. Questi, ad oggi, riguardano  il vanadio e i cloriti tra i parametri chimici di valenza sanitaria (allegato 1 parte A), il disinfettante residuo e la durezza (allegato 1 parte C), inseriti tra i parametri indicatori.

Per quanto riguarda il controllo di fattori di rischio chimico non inclusi in allegato I, non oggetto di ordinario controllo, il decreto 31/2001 stabilisce che le acque destinate al consumo umano non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

L'Azienda unità sanitaria locale assicura una ricerca supplementare, caso per caso, delle sostanze e dei microrganismi per i quali non sono stati fissati valori di parametro, qualora vi sia motivo di sospettare la presenza in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana. La fissazione di valori per parametri aggiuntivi è di competenza dello Stato.

I parametri e i valori parametrici della direttiva, così come il recepimento nazionale di questi, sono basati sulle conoscenze scientifiche disponibili, tenendo conto del principio di precauzione, al fine di garantire che le acque possano essere utilizzate e consumate in condizioni di sicurezza nell'intero arco della vita. In generale, i valori parametrici individuati si fondano sugli orientamenti stabiliti dall'Organizzazione mondiale della Sanità (WHO).

Fonte: Ministero della Salute