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 Laboratorio di analisi ambientale ed agro alimentare, Analisi chimiche terreno agricolo

Perché fare l'analisi

 

Ogni terreno ha caratteristiche proprie ed una specifica dotazione in elementi minerali e sostanza organica. Ogni pianta ha le proprie esigenze nei diversi periodi di sviluppo e risente dell’andamento climatico. Quindi la formulazione del consiglio di concimazione è necessariamente specifica per ciascun sistema terreno-pianta-clima. La “concimazione razionale”,cioè quella che permette di impiegare al meglio i fattori produttivi, deve tener conto di questa specificità. Usando la dose di fertilizzante ottimale, cioè né più né meno di quel che serve, si evitano prima di tutto conseguenze negative per l’ambiente oltre che perdite economiche talvolta significative. Se il fertilizzante viene distribuito e subito assorbito dalle piante, allora non viene lasciato libero di essere dilavato o trascinato verso le falde freatiche per percolazione. In questo modo quindi si riducono i rilasci di nutrienti, azoto in particolare, che possono deteriorare la qualità delle acque e causare fenomeni di eutrofizzazione. Con l’analisi chimico-fisica del terreno e la successiva interpretazione agronomica dei risultati si possono individuare le dosi ottimali ed il tipo di fertilizzante da impiegare per produrre meglio, risparmiare e non provocare danni ambientali. 

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Quando fare l'analisi

Quando si richiede l’analisi di un terreno a fini agronomici, si devono indicare quali parametri si ritengono più utili alla definizione della fertilità ed alla formulazione dei consigli per la concimazione. A tal proposito si esemplifica la seguente casistica più frequente:

1) Analisi chimiche per situazione normale (standard), cioè colture erbacee o arboree dopo l’impianto e pH>6,5: tessitura, pH, calcare totale e attivo, capacità di scambio cationico, sostanza organica, azoto totale, fosforo assimilabile, potassio, magnesio e calcio scambiabili;

2) Analisi chimiche per colture arboree pre-impianto o colture di pregio (floricole, orticole), o presenza di sintomi di eccesso o carenza di microelementi: standard e microelementi assimilabili (ferro, manganese, boro, zinco e rame);

3) Analisi chimiche per terreni con pH<6,5: standard, con metodi diversi per la determinazione di capacità di scambio cationico e potassio, magnesio e calcio scambiabili, e pH tampone per risalire al fabbisogno in calce per la correzione, con esclusione del calcare totale e attivo;

4) Analisi chimiche per colture protette o vicinanza di acque saline o salmastre: standard e conducibilità e sodio scambiabile per il calcolo della percentuale di sodio scambiabile (ESP) e quindi del fabbisogno in gesso per la correzione.

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Una volta che è stata eseguita l’analisi chimica completa come sopra descritta, non è necessario ripeterla a breve termine dato che le caratteristiche fondamentali variano molto lentamente; sarà sufficiente ripetere a distanza di 3-5 anni l’analisi del:

  • fosforo assimilabile 
  • degli elementi scambiabili 
  • dei microelementi

laddove si è riscontrata carenza e sono in corso interventi di concimazione.

 Laboratorio di analisi ambientale ed agro alimentare

Fonte: L’interpretazione delle analisi del terreno a cura di:

  • ARPAV - Dipartimento Provinciale di Treviso - Servizio Osservatorio Suolo e Rifiuti
  • Veneto Agricoltura - Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare

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